Sistemi ausiliari a basso impatto ambientale 

 

 

Durante il 2009 il Centro Ricerche Fiat ha continuato la sperimentazione su sistemi di climatizzazione innovativi che riducono al minimo l’impatto in termini energetici e ecologici, aumentando al contempo l’efficienza.

Sul lato consumi, lo Smart Cooling si propone di sviluppare una gestione integrata di tutti i flussi termici con un visibile miglioramento del bilancio energetico globale e una riduzione dei consumi del 5% su ciclo standard di omologazione europeo NEDC (New European Driving Cycle). Nel sistema Smart Cooling il condensatore e l’intercooler tradizionali vengono sostituiti con degli scambiatori ad acqua, posizionati all’interno del vano motore e serviti da un circuito secondario ad acqua e glicole a bassa temperatura (circa 50 °C). Grazie al fatto che sul frontale della vettura è presente un solo fluido, è possibile gestire in maniera attiva la ripartizione della superficie di scambio tra il circuito di raffreddamento motore (a 90 °C) e quello a bassa temperatura.

Sempre in ottica riduzione emissioni, ma in riferimento anche alla normativa UE che bandisce a partire dal 2011 il refrigerante R134a attualmente utilizzato a favore di fluidi a minore effetto serra, il C.R.F., nell’ambito del progetto europeo TOPMACS, ha sviluppato un sistema di condizionamento operante con il calore recuperato dal raffreddamento motore, che alimenta una pompa di calore basata sulla tecnologia dell’assorbimento di liquidi su matrice solida. Tale sistema, integrato ad un pannello solare o alimentato dal calore di una caldaia del tipo già in uso su alcuni veicoli come riscaldatore addizionale, è in grado di realizzare la climatizzazione a motore spento, consentendo di preclimatizzare l’abitacolo e, nel caso dei veicoli pesanti, realizzare il condizionamento della cabina durante le soste notturne. Infine, durante il 2009 il C.R.F. ha studiato e sviluppato i sistemi per la conversione del calore integrabili al motore e ai sistemi veicolo, basati su diverse tecnologie.

Altri studi hanno riguardato l’impiego delle nanotecnologie per incrementare l’efficienza di recupero del calore dei gas di scarico e la sua trasformazione in energia elettrica.

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